Il fotovoltaico e la transizione prevista dalla Parte L 2021

Scritto da Stuart Elmes.

In che modo la modifica alle norme edilizie in Inghilterra ha favorito la diffusione del solare?

Nel 2021, la Parte L delle Norme Edilizie ( Risparmio di combustibile ed energia) in Inghilterra è stata aggiornata per includere l’energia solare fotovoltaica tra i requisiti obbligatori, una mossa che, secondo le aspettative generali, avrebbe dovuto favorire un rapido aumento dell’adozione di impianti fotovoltaici da parte dei costruttori edili. Quando il governo scozzese ha apportato modifiche simili alla propria normativa nel 2015, ciò ha portato, alla fine, alla presenza di impianti solari in circa l’80% di tutte le nuove abitazioni costruite in quella regione.

Una nuova serie di dati statistici pubblicata dal Ministero britannico per l’edilizia abitativa, le comunità e il governo locale (MHCLG) ci offre il quadro più chiaro finora disponibile su come si è svolta la transizione verso le nuove normative e su quante abitazioni in Inghilterra vengano ora costruite con impianti fotovoltaici.

Caratteristiche di efficienza energetica delle nuove abitazioni

I dati si basano sulla presentazione di un certificato di prestazione energetica (EPC) al momento del completamento dell'abitazione. L'EPC indica il tipo di immobile (appartamento, casa, bungalow) e le tecnologie energetiche presenti. Dalla versione del software utilizzato per redigere il certificato è possibile verificare in base a quale versione delle norme edilizie è stata costruita l'abitazione.

Un aspetto importante da sottolineare in relazione a questa serie di dati è che essa comprende sia i cambiamenti di destinazione d'uso sia i progetti di nuova costruzione. Il numero di immobili è superiore rispetto ad altre serie di dati che monitorano l'attività di costruzione di nuove abitazioni, e la percentuale di appartamenti è molto più elevata: circa il 40% del totale, rispetto a circa il 18% nel caso dei nuovi edifici.

I tempi della transizione

Le norme che disciplinavano le modalità di entrata in vigore delle nuove disposizioni, ovvero le misure transitorie, sono state modificate per la Parte L 2021. Come in precedenza, le nuove disposizioni si applicheranno a interi cantieri in base alla data di presentazione della domanda di autorizzazione edilizia. Inoltre, le nuove disposizioni si applicheranno anche alle singole abitazioni la cui costruzione sia iniziata dopo una seconda scadenza.  L’idea era quella di accelerare la transizione in modo da evitare che, anche in un futuro lontano, si continuasse a costruire abitazioni secondo le vecchie norme.

Il termine per la progettazione erail 15 giugno 2022 e quello per l'inizio dei lavori erail 15 giugno 2023. Quindi, in teoria, tutte le nuove abitazioni costruite due anni dopo l'entrata in vigore delle norme dovrebbero essere conformi alle nuove disposizioni.

Il passaggio alle nuove norme edilizie ha raggiunto solo il 70%

I dati ci mostrano che ciò non è avvenuto. Infatti, è stato solo a metà del 2024 che la percentuale di nuove abitazioni completate secondo le nuove normative ha iniziato davvero ad aumentare. Anche alla fine del 2025, la percentuale di abitazioni completate secondo le nuove normative aveva raggiunto solo il 65%.

Ci sono due fattori che spiegano perché le modifiche apportate alle disposizioni transitorie non abbiano portato a una diffusione più rapida.

In primo luogo, i costruttori hanno lavorato sodo per avviare il maggior numero possibile di cantieri prima della scadenza.  Sono stati realizzati i sistemi di drenaggio, sono state scavate le tramezze e sono state gettate le fondamenta in calcestruzzo, in modo che l’abitazione potesse essere classificata come «avviata». Questi cosiddetti «avvii tecnici» hanno immobilizzato il capitale circolante dei costruttori, ma il risultato è stato un maggior numero di abitazioni costruite secondo norme edilizie più datate e meno onerose. Un rallentamento nell’edilizia residenziale ha poi allungato ulteriormente lo stock di abitazioni avviate, poiché i ritmi di costruzione sono diminuiti.

In secondo luogo, come già accennato, il set di dati comprende anche edifici oggetto di un cambio di destinazione d’uso a fini abitativi. Questi progetti sono spesso più complessi e richiedono più tempo: si pensi, ad esempio, a un progetto volto a trasformare un complesso di uffici nel centro città in appartamenti. È probabile che tali progetti, oggi in fase di completamento, siano stati avviati molti anni fa in base alla normativa precedente.

La nuova serie di dati ci permette inoltre di analizzare la transizione in base alla tipologia di abitazione. Si può notare che alla fine del 2025 solo il 40% dei nuovi appartamenti veniva costruito in conformità alla Parte L 2021.

Entrano in vigore le nuove norme edilizie per i condomini e gli appartamenti
L'adozione delle nuove norme edilizie per i condomini e gli appartamenti è in ritardo

Se si analizzano gli stessi dati relativi alle case e ai bungalow, la transizione è avvenuta molto più rapidamente. Alla fine del 2025, oltre l’80% delle nuove case veniva completato in conformità alla Parte L 2021. Se si proietta i dati in avanti di 3 mesi per quanto riguarda i lavori di copertura, si osserva che circa il 90% delle case attualmente in fase di copertura è conforme alla Parte L 2021.

Quante abitazioni sono dotate di impianti solari?

Il set di dati EPC ci indica anche quali tecnologie sono state utilizzate. Il grafico sottostante mostra la percentuale di case e bungalow completati ogni mese ai sensi della Parte L 2021 che sono stati dotati di impianti fotovoltaici, pompe di calore o entrambe le tecnologie.

La percentuale di nuove abitazioni dotate di impianti solari si è stabilizzata intorno al 75%

Dopo una fase iniziale caratterizzata da dati limitati, nel 2024 le percentuali si sono stabilizzate a circa il 65% delle abitazioni dotate esclusivamente di impianti solari e a un ulteriore 10% dotato sia di impianti solari che di pompe di calore. Circa il 20% delle abitazioni è dotato esclusivamente di pompe di calore, mentre il restante 5% non dispone di nessuna delle due tecnologie.

Il valore corrispondente per gli appartamenti costruiti secondo la Parte L 2021 e dotati di pannelli solari si attesta attualmente intorno al 45%.

Le abitazioni di nuova costruzione rappresentano ormai una quota significativa del totale delle nuove installazioni solari nel Regno Unito

Mettendo insieme tutti questi elementi, possiamo affermare che, per quanto riguarda le case e i bungalow, il passaggio alla Parte L 2021 è praticamente completato. Per gli appartamenti e i condomini c’è ancora strada da fare, ma una percentuale minore di questi è dotata di impianti solari.

Sebbene il numero totale di abitazioni completate sia diminuito, il numero di nuove case costruite in Inghilterra dotate di impianti solari è aumentato da circa 2.500 al mese nel 2023 a circa 8.000 al mese oggi, grazie alle modifiche apportate alle norme edilizie.

Il dashboard dei dati MCS indica che il numero di impianti MCS registrati in Inghilterra si attesta a circa 16.000 al mese dall'inizio del 2025, il che suggerisce che le nuove costruzioni residenziali rappresentino ormai la metà di tutti gli impianti solari.

E adesso?

Il “Future Homes Standard” rappresenta il prossimo grande cambiamento nella normativa sull’efficienza energetica che interesserà i costruttori edili in Inghilterra. Renderà l’impianto fotovoltaico un requisito funzionale obbligatorio per le nuove abitazioni, anziché una componente negoziabile delle specifiche di riferimento, come avviene attualmente.

Ci si può aspettare che ciò comporti una percentuale ancora più elevata di abitazioni dotate di impianti solari rispetto a quanto previsto dalla Parte L 2021, e che il numero di pannelli solari per ciascuna abitazione aumenti in modo significativo. 

Per saperne di più su come viene calcolata la quota di energia solare prevista dallo standard “Future Homes”, potete leggere il mio precedente post sul blog qui.