L'annuncio previsto per gennaio dovrebbe includere sovvenzioni per il fotovoltaico
È opinione diffusa cheil “Warm Homes Fund”, del valore di 13 miliardi di sterline, che Ed Miliband annuncerà a gennaio, includerà sovvenzioni per l’installazione di impianti fotovoltaici e batterie. Se così fosse, ciò rappresenterebbe un netto cambiamento rispetto alle precedenti politiche in questo settore, che hanno posto l’accento quasi esclusivamente sulle misure di riqualificazione energetica.
Fino a poco tempo fa, il principio comunemente accettato era quello del “fabric first”. Questa espressione accattivante riassumeva una visione ortodossa prevalente in materia di efficienza energetica, secondo la quale, finché non si risolvono i problemi relativi all’isolamento e alla tenuta all’aria di un edificio (la sua struttura), non ha senso ricorrere a “soluzioni aggiuntive costose” come il solare.
Il concetto di “Fabric first” è diventato sacrosanto per alcuni operatori del settore dell’efficienza energetica (e non solo per i produttori di materiali isolanti), al punto che ogni consultazione sulle norme edilizie è stata accolta da un coro di critiche da parte di alcuni ambienti per non essere andata abbastanza lontano sui livelli di isolamento richiesti, mentre qualsiasi inclusione di tecnologie solari o di altro tipo è stata criticata come “green bling”.
Numerose politiche governative sono state influenzate dall’approccio “fabric first” – con l’ECO, il Programma per gli edifici a basse emissioni di carbonio e, più recentemente, il “labirintodello Scottish Passivhaus”, in cui le normative edilizie a nord del confine sembrano sul punto di perdersi, tutte incentrate sulla priorità data all’isolamento rispetto alle energie rinnovabili.
Considerare le installazioni solari come una moda frivola e l'isolamento come l'unico approccio ideologicamente puro alla decarbonizzazione significa trascurare tre aspetti importanti:
- In primo luogo, l'efficienza termica è un gioco dai rendimenti decrescenti.
- In secondo luogo (e in relazione al punto precedente), una volta esauriti gli interventi più semplici, come l’isolamento dei sottotetti e delle intercapedini, gli interventi di riqualificazione più ambiziosi, volti a ottenere miglioramenti significativi dell’efficienza termica, possono risultare altamente invasivi, complessi e comportare il rischio di effetti collaterali indesiderati, quali umidità e muffa.
- In terzo luogo, l’ortodossia è nata in un’epoca in cui il nostro sistema energetico era dominato dai combustibili fossili e le energie rinnovabili erano costose. Questo modo di pensare è ormai superato. Ciò che conta di più oggi e in futuro èquandosi utilizza l’energia, non quanta se ne utilizza.
Rendimenti decrescenti
È una questione di fisica. Più si isola un edificio, più diventa difficile ottenere un ulteriore miglioramento delle prestazioni, fino al punto in cui si finiscono per aggiungere grandi quantità di isolante per ottenere solo miglioramenti marginali. Le norme edilizie per le nuove abitazioni sembrano aver ormai raggiunto questo punto, dato che la consultazione sullo “Future Homes Standard” non propone alcuna modifica alle prestazioni strutturali delle nuove abitazioni rispetto a quelle previste dalle normative attuali (2021).
Negli interventi di riqualificazione energetica, il tempo di recupero dell'investimento per misure semplici e a basso costo, come l'isolamento del sottotetto, i palloncini isolanti per camini, l'isolamento termico di serbatoi e tubazioni dell'acqua calda e i paraspifferi, si misura in mesi, mentre per interventi più costosi, come l'isolamento delle pareti esterne in muratura, il recupero dell'investimento può richiedere molti anni.
Effetti collaterali indesiderati
Una volta isolati termicamente tutti i serbatoi dell’acqua calda, integrata l’isolazione del sottotetto dove possibile e inserita l’isolazione in soffio nelle pareti con intercapedini, rimangono ancora numerose abitazioni difficili da trattare, con pareti in mattoni pieni o blocchi. Queste richiedono l’applicazione di uno strato di isolante sulle pareti esterne: o sul lato interno, il che riduce lo spazio delle stanze, oppure sul lato esterno, che deve essere accuratamente protetto dagli agenti atmosferici.
Le difficoltà legate all’isolamento delle pareti piene sono diventate davvero evidenti quando siamo passati dalla teoria e dagli studi pilota alla realizzazione su larga scala nel mondo reale. Si tratta di un intervento complesso, costoso e invasivo che, purtroppo, si è rivelato soggetto a gravi errori su larga scala, coneffetti collaterali indesiderati quali umidità e muffa ampiamente segnalati.
Da un'analisi condotta dall'Ufficio Nazionale di Revisione Contabile suilavori realizzati nell'ambito dei programmi ECO4 e Great British Insulation Scheme è emerso che ben il 98% delle abitazioni dotate di isolamento termico delle pareti esterne e il 29% di quelle con isolamento termico delle pareti interne presentavano gravi problemi che richiedono un intervento di riparazione.
Il quadro economico è cambiato
Gli approcci basati sul "Fabric first" per il risparmio energetico negli edifici sono emersi in un’epoca in cui l’energia rinnovabile era proibitiva e il sistema di approvvigionamento energetico era dominato da carbone, petrolio e gas. In quel periodo, un attento risparmio energetico rappresentava l’unico modo logico per ridurre le emissioni e abbassare le bollette energetiche.
L'energia rinnovabile è ormai la forma di energia più economica. Sta diventando sempre più abbondante grazie all'espansione degli investimenti in nuove capacità solari ed eoliche. La natura delle energie rinnovabili è tale che i tempi di produzione non possono essere controllati allo stesso modo di quelli dell'energia basata sui combustibili fossili, ma il calo dei costi dello stoccaggio energetico tramite batterie e l'avvento di sistemi di controllo intelligenti che reagiscono ai segnali tariffari legati all'ora di consumo si stanno combinando per superare il punto debole dell'intermittenza nella produzione di energia rinnovabile.
Chi è in grado di modulare il proprio fabbisogno energetico in modo da consumare energia nei momenti di eccesso di offerta può ora avvalersi di queste tariffe per pagare prezzi molto bassi (a volte pari a zero, a volte negativi) per l’energia consumata. Il riscaldamento degli ambienti, l’acqua calda sanitaria e la ricarica dei veicoli elettrici sono tutti servizi che si prestano al “time-shifting” o al “rate shifting”.
Nuovi complessi residenziali comeHollymead Square nell’EssexeBeeston Canalside a Nottinghamoffrono le cosiddette “Zero Bills Homes”, dove la combinazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo in batteria e riscaldamento elettrico, abbinata a tariffe basate sull’ora di consumo e a sistemi di gestione intelligente dell’energia, consente al fornitore di energia Octopus Energy di garantire che i residenti non pagheranno nulla per l’energia per dieci anni dopo il trasloco.
In questo approccio a uno stile di vita a basse emissioni di carbonio, ciò che conta non è quanta energia si consuma, ma quando la si consuma e come si riesce a combinare questo aspetto con l’utilizzo ottimale dell’energia rinnovabile a basso costo che si produce autonomamente.
Impara ad amare lo sfarzo
Le ragioni a favore di un uso parsimonioso dell'energia non sono certo venute meno, e gli interventi di isolamento semplici e poco costosi saranno sempre in cima alla lista delle priorità.
Tuttavia, le energie rinnovabili, unite alla gestione intelligente dell’energia, all’elettrificazione dei trasporti e del riscaldamento e all’accumulo di energia tramite batterie, offrono una visione alternativa in cui il “quando” del consumo energetico è importante quanto il “quanto”. Se il Warm Homes Fund riconosce questo cambiamento fondamentale, allora ciò è da accogliere con favore.
Questo blog è stato pubblicato per la prima volta su Solar Blogger qui
